LE CURE PER IL MAL DI TESTA CRONICO
Certo non è pensabile porre rimedio a una
condizione di questo tipo ricorrendo ai soli analgesici calmanti
del dolore. Neanche è pensabile colpevolizzare chi ne fa
largo uso perché non lo fa certo per piacere ma poichè
a questo è costretto non solo dal dolore ma anche e soprattutto
dalle esigenze lavorative e sociali. Di fatti è ben difficile
riuscire a concentrasi ad essere socievoli quando si sta molto male.
Questo è un concetto che possono capire tutti : quelli che
soffrono di mal di testa e quelli che non ne soffrono, basta
che abbiano sperimentato qualche dolore. In tal caso basta chiedergli
d'immaginarsi che non sia durato poche ore o pochi giorni nella
vita;basta chiedere di immaginarsi un mese o due filati di quel
dolore.
Allora il problema è curare il dolore.
Il mal di testa cronico, l'emicrania cronica sembrano imbattibili.
Perché?
Perché gli analgesici via via funzionano meno e il male sembra
giganteggiare sempre più. Anche i farmaci che si usano e
sono "giusti" per le forme episodiche perdono d'efficacia.
Perché? Perché sono strutturate per andare a rafforzare,
"come delle palettate di cemento" quel muro di cinta che
abbiamo visto ormai crollato nei soggetti con mal di testa cronico.
Se ne deduce che bisogna cambiare strategie. Il muro di fatti non
c'è più . E' ora di ricostruire. Bisogna aiutare l'organismo
a farlo: lo sa fare.
Per sapere quali possono essere gli approcci farmacologici più
utili chiediamoci che cosa sta succedendo, che cosa è già
successo.
Nel tempo, che specie nei più giovani po' essere anche piuttosto
breve, si sono andate costituendo delle condizioni speciali che
si possono, in sintesi estrema identificare nei punti successivi:
1- crollo dei sistemi di difesa dal dolore
2- sensibilizzazione degli strumenti di trasmissione del dolore
3- ampliamento dei campi di recezione del il dolore
4- frequente la possibilità di una diminuita risposta ai
principi attivi per un assetto dell' organismo che muta nel tempo
e durante l'attacco e sotto l'incalzare dei molti attacchi, a seguito
dell' uso di farmaci
Le possibilità operative si rivolgono fondamentalmente a
3 itinerari che si debbono intersecare:
a- Agire su quanto esposto ai punti 2 e 3. Non è pratica
difficile. Si può accedervi attraverso i modulatori negativi
dei cosiddetti aminoacidi eccitatori, sostanze che trasmettono il
segnale dolore. I modulatori negativi riescono pertanto a "regolamentare"
questo sistema che abbiamo visto capace , nel tempo di azione distruttiva.
La parte più delicata è stabilire qual è il
tipo di farmaco da usare. Di fatti la gamma è vasta e comprende
potenze da leggere ad elevate. Bisogna stabilire le necessità
del paziente con saggi : talvolta difatti, la sola raccolta dei
dati della storia del mal di testa può essere assolutamente
non bastante di cui il paziente ha necessità. Poterne consolidare
gli esiti.
b- Agire sul punto 1 utilizzando i sistemi generalmente meno compromessi
nella cefalea cronica e quindi: colinesterasici di II generazione
o farmaci attivi a livello adrenergico. In seconda battuta tornare
su farmaci più noti come quelli serotoninergici o dopaminergici
c- Agire sul punto 4 è più semplice di quanto non
si creda, ma da solo non può essere che di modesta utilità.
Deve essere quindi congiunto ad uno dei due programmi sopra indicati.
Diversamente l'esito risulta non solo mediocre ma , la gran parte
delle volte, transitorio, altamente transitorio. E questo è
intuitivo, perché se non si ristabilisce un ordine nei punti
fondamentali: 1 , 2 e 3 e cioè non si ricostruiscono le difese
del fortilizio contro il dolore prima o poi le mura cadranno di
nuovo e la storia ricomincerà o forse non smetterà
mai sul serio.
- E' naturale che per scegliere e strutturare queste cure il paziente
va valutato nella sua interezza sia per diagnosi, sia per storia
del mal di testa, sia " come persona intera". Questo,
è come sempre in medicina, la cosa fondamentale per ottenere
un buon esito
**NOTA BENE: Tutti i dolori cronici comportano un'alterazione dell'
umore come reazione, peraltro comprensibile all'aggressione continua
da parte del "Nemico": in questo caso appunto : il dolore
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